La procedura di riabilitazione rivolta a coloro che, per diverse cause, hanno perso i denti naturali prende il nome d’Implantologia dentale Milano. Svolta da un implantologo, presso uno Studio Dentistico, consiste in un trattamento non doloroso poiché prevede un’anestesia locale al momento dell’inserimento dell’impianto dentale. Anche dopo il trattamento, la prescrizione di farmaci specifici per controllare in modo adeguato l’insorgere del dolore post- operatorio. Per i diversi interventi di Ortodonzia Milano vi è la possibilità di consultare pagine specifiche del nostro sito dove è possibile chiarire ogni eventuale dubbio riguardante la Cura delle carie Milano, l’inserimento di Protesi Dentali Milano o le pratiche di dentisti specializzati come il Parodontologo Milano

Implantologia dentale Milano: che cos’è

Per implantologia dentale si intende una branca dell’odontoiatria volta a ripristinare i denti mancanti tramite l’inserimento di radici artificiali in titanio. Queste ultime prendono a loro volta il nome di impianti dentali.

Diverse sono infatti le motivazioni per cui può avvenire la perdita dei denti. Questa può essere infatti causata da carie molto profonde o malattie parodontali; da traumi meccanici o altre patologie che attaccano il cavo orale. Quando si verifica, la perdita dei denti determina la riduzione della funzione masticatoria che, di rimando, è causa di una lenta perdita di massa e densità del tessuto osseo.

CONTATTACI

Preferisci chiamarci o hai bisogno di un trattamento d’emergenza? Chiama subito lo 039 470159 sede di Biassono



This site is protected by reCAPTCHA and the Google Privacy Policy and Terms of Service apply.

Implantologia dentale a Milano: le tecniche

Molteplici sono le soluzioni alle quali, grazie all’implantologia dentale Milano, è possibile ricorrere quando si verifica la perdita di un dente.

  • protesi mobili parziali o totali.
  • ponti su denti naturali: realizzati di norma quando al paziente mancano più denti. Si tratta di impianti dentali posti in punti strategici così da trasformarsi in pilastri necessari a realizzare di un ponte dentale fisso.
  • riabilitazione con impianto dentale.

Nel corso della prima visita, l’implantologo ha modo di illustrare al paziente un piano di trattamento idoneo e personalizzato. Successivamente esegue una valutazione diagnostica accurata, prendendo in riferimento esami diagnostici come:

  1. radiografia: ovvero un’indagine diagnostica utilizzata per esaminare gli organi interni.
  2. ortopantomografia: utile per lo studio dei denti, delle ossa dei processi alveolari e della mandibola nei casi di problemi odontoiatrici, consente il rilevamento di malformazioni dentarie.
  3. TAC Digitali Dental Scan (3D)

Prima di ogni intervento di Implantologia dentale Milano, è compito dell’implantologo predisporre una pianificazione computer guidata utile durante il posizionamento dell’impianto. Questa rappresenta uno strumento fondamentale nell’ambito dell’implantologia dentale: aumenta infatti di gran lunga la precisione dell’inserimento dell’impianto riducendo l’invasività chirurgica.

Per assicurare la stabilità di qualsiasi impianto è necessario che sia presente un’idonea quantità di osso: in caso contrario l’impianto non può osteointegrarsi (ossia fondersi con l’osso) e ciò conduce talvolta alla perdita dell’impianto stesso. Per risolvere questo problema è possibile procedere preventivamente all’esecuzione di un intervento di rigenerazione ossea oppure ricorrere a:

  • Impianti a diametro ridotto: con un diametro più piccolo di quelli “normali”.
  • Mini impianti: tipologie di impianti più corti che hanno bisogno di una quantità di osso inferiore per il loro posizionamento.

Implantologia dentale Biassono: integrazione impianto e tempi di recupero

L’intervento di Implantologia dentale Milano è finalizzato ad ottenere un legame stabile tra osso e impianto dentale in modo che quest’ultimo possa sopportare carichi masticatori elevati.

Alla base dell’intervento vi è un processo di implantologia osteointegrata basata sul:

  •  posizionamento di un impianto dentale integrato nell’osso dell’arcata dentale interessata. Costituito di norma da un materiale metallico (titanio), si compone di tre elementi:
  1. la vite endossea: assume la funzione della radice del dente originario.
  2. l’abutment: ha la funzione di raccordare la vite con la protesi che sostituisce il dente.
  3. la protesi dentaria: volta a sostituire il dente andato perso e costituita da differenti materiali rivestiti da ceramica o da materiali resinosi.
  • attesa del tempo utile all’osteointegrazione: durante il quale l’impianto verrà lasciato all’interno della bocca del paziente. La durata di questo processo varia dai tre ai sei mesi a seconda della tipologia di osso interessato. L’implantologo si occupa in questa sede di stimare i tempi effettivi di guarigione prendendo in considerazione tutti gli eventuali fattori.
  • scopertura dell’impianto: piccolo intervento svolto prima di iniziare la fase finale di realizzazione del nuovo dente che ricorre a di viti di guarigione utili ad adattare la gengiva.

Esistono casi in cui vi è la possibilità di posizionare l’impianto senza prima effettuare l’incisione della gengiva. In questo caso diminuiscono i tempi di guarigione e il traumatismo chirurgico legato all’intervento di Implantologia dentale Milano.

Implantologia dentale durata e manutenzione ordinaria

Il completamento dell’osteointegrazione degli impianti dentali ha di norma un’alta percentuale di successo, pari in media al 98% per non fumatori e all’85% per fumatori. Per l’ottenimento di un risultato ottimale è però fondamentale rispettare di un programma di controlli periodici e di igiene orale professionale (che consiste nell’ablazione tartaro o detartrasi). Tale programma viene concordato dal dentista assieme al paziente.

Sebbene inoltre gli impianti dentali non siano soggetti a carie, la ridotta igiene orale può portare allo sviluppo di perimplantiti. Queste ultime sono cioè di infezioni della zona circostante all’impianto che conducono, se trascurate alla perdita dell’impianto stesso.

Implantologia dentale a carico immediato: cos’è e quando è praticata

Per implantologia a carico immediato si intende una tecnica che consente la riabilitazione immediata, funzionale ed estetica della funzione masticatoria del paziente. Grazie a questa, già il medesimo giorno in cui l’intervento è stato svolto il paziente presenta denti fissi sugli impianti appena posizionati. Entrambe si basano infatti sul posizionamento degli impianti in zone che presentano un tessuto osseo è ottimale. Due sono i metodi attraverso cui si realizza l’Implantologia dentale Milano a carico immediato:

  1. all on four: permette di ripristinare una intera arcata dentale posizionando solo quattro impianti.
  2. all on six: consente il ripristino di un’arcata dentale, posizionando unicamente sei impianti.

Tappa necessaria a questo tipo di implantologia dentale è la pianificazione pre-intervento grazie alla quale è possibile ottenere una stabilità della totalità della struttura.

SCOPRI LE NOSTRE OFFERTE E I PREZZI DEI TRATTAMENTI

Di seguito alcuni prezzi di trattamenti di implantologia Dentalheart, tutti rateizzabili salvo approvazione della finanziaria.

Chiedici maggiori informazioni o contattaci per un checkup gratuito!

biassono dentisti dentalheart implantologia
Impianto + Perno + Corona in lega biomedicale ceramica fatta a Cad Cam

TRATTAMENTO FINANZIABILE

in 60 mesi a tasso agevolato

FAQ TRATTAMENTI

Le domande frequenti dei nostri pazienti sui trattamenti di implantologia.
Clicca sulla domanda e si espanderà la risposta!

CONTATTACI

Preferisci chiamarci o hai bisogno di un trattamento d’emergenza? Chiama subito lo 039 470159 (sede di Biassono) oppure lo 02 382 659 43 (sede di Milano).

Cosa sono gli impianti?

Gli impianti sostituiscono le radici dei denti che sono state precedentemente estratte. Sono viti in titanio inserite all’interno delle ossa mascellari, che servono da sostegno alla ricostruzione protesica.

A cosa servono e chi ne può beneficiare?

Questi impianti servono alla riabilitazione protesica di pazienti che hanno perso alcuni o tutti gli elementi dentari. La perdita può comportare danni sia dal punto di vista estetico, sia dal punto di vista funzionale, ma anche psicologico.

Come prepararsi all’intervento?

Tra gli esami richiesti per verificare la possibilità di eseguire l’intervento vi sono la radiografia panoramica delle arcate dentarie e, frequentemente una TAC dentale (CBCT). Iniziando dal giorno precedente all’intervento è necessario assumere una dose di antibiotico e una di antinfiammatorio per sei giorni. Per il giorno dell’intervento si consiglia di restare a riposo senza sottoporsi a sforzi fisici, mentre dal giorno successivo si possono tranquillamente svolgere tutte le normali attività lavorative. E’ buona norma avvertire l’odontoiatra se si assumono abitualmente farmaci, in modo che la terapia possa essere aggiustata, se necessario, nei giorni immediatamente precedenti l’intervento.

Come sapere di essere o meno un candidato per gli impianti?

Per avere la certezza è necessario prendere un appuntamento per consultare un parodontologo o un odontoiatra che si occupa di implantologia. Non sempre esami clinici tradizionali o radiografie dentali sono sufficienti, quindi potrebbe essere necessaria una tac. In generale pazienti totalmente edentuli o che abbiano perso uno o più elementi dentari e che siano in buone condizioni fisiche generali possono candidarsi ad una riabilitazione protesica con impianti osteointegrati, anche grazie alle moderne tecniche chirurgiche. Fattori che rappresentano controindicazioni a questo trattamento sono malattie sistemiche come il diabete scompensato, malattie cardiovascolari importanti, malattie del sangue e della coagulazione, osteoporosi grave, fumo di sigaretta in forte quantità, quest’ultima può aumentare il numero dei fallimenti. Fondamentale è l’attenzione per la cura orale domiciliare, pazienti poco motivati potrebbero non essere buoni candidati a questa riabilitazione.

Anche pazienti diversamente abili possono accedere all’intervento?

L’intervento presenta le stesse problematiche di ogni altro intervento odontoiatrico pertanto necessita di attrezzature specifiche. Naturalmente ci sarà la necessità di una valutazione del clinico rispetto ai rapporti rischio-beneficio del trattamento, strettamente collegato alla capacità di mantenere una corretta igiene orale da parte del paziente diversamente abile.

E’ necessaria l’anestesia?

Essendo a tutti gli effetti un intervento prevede l’anestesia locale e una modesta sedazione.

Quanto dura l’intervento?

La durata varia da un tempo di pochi minuti fino a una durata massima di circa tre ore. Questo dipende strettamente se si parla di un impianto singolo in presenza di un volume osseo sufficiente a se si devono posizionare numerosi impianti in una cresta che deve essere ricostruita o nei rialzi di seno mascellare bilaterali quando si posizionano gli impianti completamente su tutta l’arcata edentula atrofica.

L’intervento è doloroso?

L’intervento non è doloroso, dato che il paziente verrà sottoposto ad un’anestesia locale che può essere a base di mepivacaina, articaina, lidocaina, naropina e vasocostrittori, se necessario, aggiungendo eventualmente il protossido d’azoto o farmaci per OS (bocca) che aiutano nella sedazione.

L’ impianto può essere rigettato?

No, non può essere rigettato in quanto questo materiale, il titanio, è assolutamente biocompatibile e viene riconosciuto dall’ospite come elemento naturale, ha la capacità di guarire all’interno dell’osso, risultando in un intimo e perfetto contatto. Questa caratteristica rende gli impianti virtualmente immobili e capaci di sostituire denti perduti. Può però esserci insuccesso implantologico legato a un’infezione durante l’intervento chirurgico, alla mancata integrazione dell’impianto, ad un sovraccarico masticatorio o ad un’errata valutazione protesica.

Come vengono inseriti e restaurati?

Una prima fase chirurgica consiste nella inserzione degli impianti stessi, la quale prevede un periodo di guarigione dove avviene la osteointegrazione, che può variare dai 3 ai 6 mesi in condizioni normali. Al termine di questa fase è necessario un secondo intervento per scoprire gli impianti fino a quel momento sommersi e posizionare la vite di guarigione, quando la gengiva è guarita il protesista può prendere le impronte e trattare gli impianti analogamente a radici dentarie. La fase protesica si conclude con la inserzione dei manufatti protesici indicati per quel tipo di paziente.

Che cos’è l’agenesia dentaria?

L’agenesia dentaria è la congenita assenza di elementi dentari, che prevede circa il 5% della popolazione, maggiormente quella di sesso femminile. Gli elementi dentari che non si sviluppano con maggior frequenza sono gli incisivi laterali superiori ed i premolari.

Di quali materiali è realizzabile la protesi su impianti?

Bisogna distinguere gli abutment (perni) avvitati direttamente sugli impianti dalle corone che possono essere a loro volta avvitate o cementate sugli abutments. quest’ultimi sono l’equivalente dei monconi protesici mentre le corone equivalgono alle corone di protesi fissa. I primi possono essere in titanio, in zirconio oppure possono essere ricavati dalla fusione con una lega d’oro. Per la protesi viene utilizzata prevalentemente la lega nobile che permette la costruzione di protesi in ceramica o in composito. Esiste anche la possibilità di costruire corone in Titanio ricoperto di ceramica. Naturalmente le protesi rimovibili ancorate su impianti vengono realizzate normalmente in composito con una struttura di rinforzo, e le corone, se provvisorie, possono essere realizzate in resina.

Che cos’è il rialzo del seno mascellare?

É un intervento che deve essere eseguito quando l’osso per inserire impianti nella zona posteriore del mascellare superiore è insufficiente o assente come frequentemente capita nelle zone edentule.

Che successo hanno e quanto possono durare?

Studi effettuati in Svezia e negli Stati Uniti hanno dimostrato che questi impianti possono durare oltre i 20 anni, sfortunatamente, anche se in piccola percentuale, possono esserci dei fallimenti. Le cause possono essere sintetizzate in due grandi categorie: fallimenti chirurgici o precoci e fallimenti tardivi. Le cause dei fallimenti chirurgici possono essere un eccessivo trauma chirurgico, una infezione precoce del sito implantare, la presenza di condizioni anatomiche sfavorevoli (scarsa qualità e quantità di osso) e alcune abitudini del paziente come il fumo di sigaretta, il consumo di alcool o di droghe. I fallimenti tardivi possono essere causati da sviluppo di infezioni croniche simili alla parodontopatia e dette peri-implantiti, inadeguato mantenimento igienico da parte del paziente e condizioni anatomiche sfavorevoli come scarsa qualità delle ossa alveolari.

Si possono collegare gli impianti ai denti naturali?

No, in quanto è scientificamente provato l’elevato rischio dell’insuccesso dentale e/o implantare in quanto viene collegata una struttura che ha un movimento ad una struttura rigida con squilibri biomeccanici.

Prima di inserire un impianto è necessaria una rigenerazione ossea?

In alcuni casi è necessario rigenerare/ricostruire l’osso per poterlo poi riposizionare nell’impianto come per chi ha ipo-atrofie anche settoriali. Negli altri casi dipende dalla quantità di osso disponibile, può essere sufficiente anche una piccola ricostruzione di osso che può essere prelevata grazie a uno speciale filtro collegato ad un’aspiratore chirurgico o in alternativa si può utilizzare del biomateriale compatibile che l’organismo nel tempo trasforma in tessuto osseo.

L’intervento si complica con una rigenerazione ossea?

Quando la quantità di osso non è sufficiente all’inserimento di impianti e non ne assicura la stabilità l’operatore esperto informa il paziente rispetto alle modalità di esecuzione, le eventuali complicanze e la tempistica richiesta all’intervento. Nella maggior parte dei casi le tecniche rigenerative/ricostruttive possono essere effettuate in contemporanea al posizionamento implantare. Potrebbe esserci la possibilità di dover aspettare qualche mese per poter aumentare l’osso e dopo di che può essere inserito l’impianto.

Come procedere quando manca l’osso?

In mancanza dell’osso esistono casi in cui è possibile prelevarlo da zone circostanti e posizionarlo dove saranno poi inseriti gli impianti, in altri sarà possibile utilizzare delle membrane che lo rigenerino, mentre nelle zone superiori posteriori è possibile attraverso il rialzo di seno mascellare. Durante una visita si possono verificare dettagliatamente le tecniche più appropriate per ogni singolo caso. Vi sono situazioni più complesse che possono essere raggruppate in tre categorie:

  1. Creste alveolari sensibilmente ritirate in senso verticale dopo la perdita degli elementi dentari che presentano un’altezza ossea insufficiente per l’inserimento degli impianti.
  2. Creste alveolari sensibilmente ritirate in senso orizzontale dopo la perdita degli elementi dentari che presentano un’altezza ossea insufficiente per l’inserimento degli impianti.
  3. Presenza di cavità anatomiche all’interno dell’osso che, sottraendo volume osseo, impediscono il posizionamento degli impianti; le suddette cavità possono essere fisiologiche, come nel caso dei seni mascellari e delle cavità nasali, oppure possono essere lacune residuate in seguito a processi patologici, quali cisti, ascessi, o malformazioni anatomiche.

Capita spesso che due o più di queste condizioni siano concomitanti, e pure che si presentino situazioni anatomiche in cui il volume osseo esistente, di per sé sufficiente per accogliere gli impianti, non ne permetta comunque il corretto posizionamento dal punto di vista della masticazione o dell’estetica, ma anche in questi casi è possibile ricorrere all’implantologia con tecniche che permettono di risolvere queste situazioni.

Quali sono i rischi di una rigenerazione ossea?

Rispetto a impianti con condizioni ossee ottimali ci sono delle difficoltà che determinano durate maggiori con percentuali di successo inferiori. Il rischio maggiore è l’infezione che si verifica con maggior probabilità nel primo mese dopo l’intervento, quest’ultima può causare una perdita parziale o completa dell’innesto e la necessità di ripetere l’operazione dopo la guarigione. Potrebbero manifestarsi gonfiori o ematomi sulla cute nelle zone corrispondenti all’intervento osseo, che guariranno in una quindicina di giorni. Può manifestarsi un’alterazione della sensibilità nelle zone trattate che può durare da pochi giorni a diversi mesi. Per ridurre i rischi di complicanze il paziente dovrà eseguire le istruzioni pre- e post-operatorie e recarsi ai controlli previsti e in caso di dubbi rivolgersi al chirurgo che ha eseguito l’intervento. L’anestetico locale, con vasocostrittore o senza, può comportare rischi a soggetti ipersensibili che possono risultare allergici (ove vi siano patologie renali, cardiache, endocrine o stato di gravidanza), dato che sono farmaci che messi a contatto o iniettati nei tessuti ne provocano la temporanea perdita di sensibilità. Quest’ultimo può avere i seguenti effetti transitori: sapore metallico, acufeni, vertigini, nausea, vomito, aumento della frequenza respiratoria, senso di calore, sudorazione, tachicardia.

Gli impianti hanno sempre successo?

La percentuale di successo è alta, ma molto dipende dalla gestione quotidiana eseguita dal paziente nel periodo successivo, dalle caratteristiche ossee e dai controlli successivi necessari, come per gli elementi naturali (denti).

Se l’impianto fallisce?

Se fallisce in un breve periodo potrebbe essere necessario sostituirlo con uno di dimensioni maggiori, se questo succede tardivamente sarà il tipo di protesi che detterà le condizioni di trattamento, infatti c’è la possibilità che il manufatto protesico sia stabile e perfettamente funzionante.

In caso di perdita di uno o due impianti in una ricostruzione protesica totale si perde tutto il lavoro?

No, oggi usando per le protesi la lega di titanio è possibile tagliare e saldare al laser protesi già esistenti adattandole alle nuove esigenze.

Quando viene estratto un dente è necessario aspettare prima che possa essere inserito un’impianto?

Possono esserci situazioni in cui l’impianto può essere posizionato contestualmente all’estrazione, altre richiedono due/tre mesi o più, questo è determinato dalle causee dell’estrazione, dalla forma della radice e dalla quantità/qualità di osso residuo interessato.

Quanto tempo bisogna rimanere senza protesi dopo l’intervento?

Solitamente si cerca di evitare che i pazienti escano dall’ambulatorio dopo la chirurgia senza i provvisori, ma potrebbe essere necessario per pochi giorni in casi di interventi estesi, perché il posizionamento di un provvisorio mobile al di sopra della ferita potrebbe compromettere gravemente la guarigione. Se l’arcata è completamente edentula o quasi, sarà necessario realizzare una protesi rimovibile. In presenza anche di pochi elementi dentari, due o tre in tutta l’arcata, è possibile posizionare transitoriamente, sino a guarigione ed integrazione degli impianti, un provvisorio fisso in grado di garantire funzione ed estetica. L’unico caso in cui non si può portare la protesi per qualche tempo che deve essere indicato dal chirurgo è quello in cui si siano realizzati dei rialzi di cresta verticali che potrebbero essere destabilizzati dalla pressione della protesi che ne inficiano l’integrazione.

Come comportarsi dopo l’intervento?

Se l’intervento prevede la sedazione il paziente dovrà essere accompagnato e si consiglia una giornata di riposo, in caso contrario dipende dalla reattività individuale, oltre che all’entità della chirurgia effettuata, in ogni caso sarà il chirurgo dopo l’intervento a indicare il tempo di riposo più appropriato per lo specifico caso.

Come lavarsi i denti o i punti di sutura?

I denti possono essere lavati normalmente, mentre i punti di sutura devono essere sciacquati con collutori specifici o acqua ossigenata con l’aiuto di un cotton fioc. Dopo l’intervento sarà il chirurgo a dare indicazioni più specifiche riguardo i protocolli da utilizzare per ogni singolo caso.

Cosa succede quando un impianto non si integra?

Prima di procedere con la seconda parte dell’intervento, dopo i tre/sei mesi, è necessaria una valutazione tramite una visita e una radiografia che ne rilevino la stabilità. Se quest’ultima dovesse venire a mancare verrà immediatamente rimosso, stessa cosa che può succedere nel periodo di guarigione. In caso di insuccesso impiantare la cavità ossea guarirà in circa due mesi e sarà riutilizzabile per un nuovo impianto. Se gli impianti sono più di uno il fallimento di un singolo elemento non comporterà forzatamente l’insuccesso della protesi finale.

Quali possono essere i rischi o le complicanze tardive delle protesi supportate da impianti osteointegrati?

Le complicanze sulle protesi supportate da impianti osteointegrati sono rare, ma negli anni possono verificarsi in caso di trascuratezza dell’igiene orale, dato che richiedono della stessa cura dei denti naturali, quindi possono essere esposti a infiammazioni causate da placche batteriche e tartaro; per questo necessitano di controlli professionali, se non si vuole rischiare la perdita dell’impianto. Le protesi però col tempo potrebbero anche svitarsi o usurarsi, quindi in caso si instabilità delle protesi è necessario richiedere una visita immediata, inoltre in casi di pazienti totalmente edentuli possono comportare cambiamenti di carattere estetico, fonetico e funzionale.

Quali sono le alternative terapeutiche per ripristinare i denti mancanti o per stabilizzare le protesi dentarie (dentiere)?

Una possibile soluzione alternativa è quella di non effettuare nessun trattamento, ma è essenziale sapere che potrebbero esserci danni di carattere estetico e funzionale, il quale comporta uno squilibrio dell’apparato masticatorio. Le dentiere convenzionali possono essere una scelta, ma è necessario sapere che in particolare nella mascella inferiore provocano un lento e progressivo riassorbimento delle ossa mascellari attraverso la trasmissione del carico masticatorio direttamente all’osso, così che potrebbe rendere più difficoltoso a lungo tempo il trattamento mediante impianti osteointegrati. Protesi parziali rimovibili ancorate a denti residui trasmettono un ulteriore carico ai denti naturali residui ai quali si ancorano. Inoltre, come le dentiere, trasmettono direttamente il carico masticatorio alle selle edentule, accelerandone l’atrofia. Come ultima soluzione è possibile utilizzare i ponti fissi ancorati ai denti naturali, sono indicati solo quando il numero e le condizioni di salute paradontale e radicolare dei denti residui siano sufficienti a garantire la durata del tempo di riabilitazione  protesica. In caso di perdita di un singolo elemento  con denti adiacenti sani,  il trattamento con un impianto, che sostituisce il dente naturale mancante in luogo del tradizionale ponte a tre elementi, permette di evitare la fresatura dei due elementi dentari sani adiacenti. Rappresenta quindi una soluzione terapeutica più conservativa.



This site is protected by reCAPTCHA and the Google Privacy Policy and Terms of Service apply.

SCOPRI TUTTI I NOSTRI SERVIZI

Dentalheart, clinica odontoiatrica con sede a Milano e a Biassono, propone ai suoi pazienti una gamma di trattamenti odontoiatrici e servizi esclusivi.

Possibilità di finanziare* i trattamenti a tasso ø con possibilità di dilazione fino a 2 anni ed oltre i 24 mesi è possibile finanziare le cure con tassi agevolati.

 

*Salvo approvazione della finanziaria

dentalheart icone implantologia

IMPLANTOLOGIA

TRATTAMENTO FINANZIABILE
in 60 mesi a tasso agevolato
dentalheart icone ortodonzia

ORTODONZIA FISSA ANNUALE

TRATTAMENTO FINANZIABILE
in 24 mesi senza interessi
dentalheart icone paradentologia

PARADONTOLOGIA

TRATTAMENTO PERSONALIZZATO
check up in studio
dentalheart icone protesi

PROTESI DENTALE

TRATTAMENTO PERSONALIZZATO
finanziamento fino a 60 mesi
dentalheart icone conservativa

CONSERVATIVA

TRATTAMENTO FINANZIABILE
per piccole otturazioni
dentalheart icone endodonzia

ENDODONZIA

TRATTAMENTO FINANZIABILE
per devitalizzazione
dentalheart icone restauro estetico

FACCETTE

TRATTAMENTO FINANZIABILE
in 24 mesi senza interessi
dentalheart icone sbiancamento

SBIANCAMENTO

TRATTAMENTO FINANZIABILE
con utilizzo di lampada led
dentalheart icone igiene

IGIENE

TRATTAMENTO FINANZIABILE
ablazione standard
Made in Italy

MADE IN ITALY

Utilizziamo solo materiali e dispositivi medici italiani e certificati, lavorando in partnership con importanti e qualificati laboratori nazionali.